Dovrei scrivere. Vorrei scrivere. Ma non so né cosa scrivere (mezza bugia), né perché ormai scrivere oltre.
Non vorrei parlare ancora di certe cose, e prometto di evitare in futuro (se mai scriverò ancora); ma se oggi sono ancora giù, e voglio finirla con queste pagine, è proprio per questo.
Il mio blog è nato per speranza, speranza di cambiare. È vissuto con questa speranza, e con questa speranza ho anche vissuto ciò che questo blog mi ha portato, compresa un’amicizia.
Ora, io non sono cambiato, e questo blog mi ha portato solo amari ricordi per il futuro, ed un’amicizia rotta. Amen, direte voi. Sì, amen, ma un conto è dire “mettiamoci una pietra sopra”, un conto metterla, e stabile. Un conto dire “devi dimenticare”, altro conto rimuovere.
Non ci crederete, lo so. Ma IO VOGLIO CAMBIARE. E cosa mi blocca? Io, io stesso, io solo. Vedo sempre più persone allontanarsi da me; è quello che cerco, alcuni diranno. Vero, non posso dire di non essere causa anche di questo. Evidentemente, è il mio destino, il destino di un cretino 19enne che si rovina la vita. Restare solo.
Non so se scriverò ancora qui, probabilmente lo farò (unico sfogo rimastomi, questo blog. Oltre a piangere), ma con molta meno fiducia, e molto meno coraggio (si può scavare?).
Chissà se cambierò. Sarà, se mai accadrà, un’esplosione, un botto, magari sordo, ma, chissà, evidente.
Ma nel silenzio. E nessuno sarà rimasto, per vedere.








Addii, parte seconda
Qualcuno sarà sicuramente stufo di questa inesorabile catena di post depressi e depressivi. Mi perdonino quelli che ancora mi leggano, ma non sono certo oggi nelle condizioni per fare altro che darvi ragione e fregarmene ampiamente.
Mi sono già distrutto da solo abbastanza oggi, e sono ormai completamente passivo. Potreste anche venire a picchiarmi, non avrei più nulla da ribattere.
Perché mai? Perché mi faccio solo schifo. Perché credo che un ingrato, egoista, orgoglioso ed egocentrico come me sia solo uno spreco nella società.
Continuo a sfruttare, ad approfittare delle persone, delle amicizie. Continuo a vivere amicizie con ragazze nella misura in cui posso sperare di avere qualcosa in cambio. Continuo a chiedere comprensione e compassione per le mie depressioni, senza dare la mia fiducia ed il mio supporto. Continuo a vivere alla giornata, e solo per me.
C’è chi continua a dirmi cosa dovrei fare. Continuo a sapere cosa è necessario per me. L’insostenibile leggerezza dell’essere, tutto qui. La fondamentale semplicità della “via d’uscita” mi blocca completamente, mi manda in “loop”. Continuo a pensare e non sapere come fare. Continua a leggere ‘Addii, parte seconda’