Giorno dopo giorno, continuo a vivacchiare così, tra il chiaro e lo scuro.
Ieri avrei volentieri gridato la mia rabbia, la mia delusione, il mio sentirmi tradito. Beh, non che serva a granché, non a me… ma forse vedere in pixel neri su bianchi quello che provavo avrebbe fatto capire a qualcuno, qualcosa… Per fortuna, o purtroppo, mi sono trattenuto (come ci si trattiene, muti, quando le labbra si serrano, ed un groppo in gola ti impedisce di fiatare). Adesso mi fido meno, di me e di qualcun’altro, ma almeno lo sappiamo entrambi… Spes, ultima dea.
Però qualcosa di positivo c’è anche qui… Due nuovi contatti su MSN, un Ticinese matto come un cavallo, metallaro, simpatico e buono come il pane; una genovese bella come il sole, simpatica e metallara, entusiasta della vita… Mi è sempre piaciuto conoscere nuove persone (sebbene io riesca in ciò, sembra, solo sul web), e questi sono due ottimi nuovi acquisti…
Per il resto, cosa posso dire? Il fluire lento e costante della vita mi lascia abbastanza indifferente, anche perché ho smesso di navigare. Non oso neppure sperare nulla.
La mia vicina di casa ha preso ieri l’altro la patente, credo abbia già percorso qualche centinaio di Km in pochi giorni; ben più di quanto abbia percorso io in ormai 1 anno e mezzo di patente (pochi chilometri…). Continuano le occasioni in cui resto indietro, in cui mi vedo sorpassare da chi attendeva il momento per ottenere ciò che già ho, per fare più e meglio di me. Succede con la scuola, succede con la maturità, succede con la patente, succede e succederà con l’Università (ci vuole ben poco, in tutte queste cose, per doppiarmi…). E invece io continuo ad ingranare la prima, proprio per lo sfizio di usare una marcia (ma resterei volentieri in una piazzola di sosta della vita…); ieri ho pensato a cosa potrei fare in macchina. Poi ha cominciato a venirmi il solito oscuro timore di quando penso un’azione, l’inutilità della stessa… e l’abituale terrore del parcheggio.
La macchina resta come me. Ferma, in garage.







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