Ci sono dei giorni in cui ti senti il personaggio di una sit-com americana. Scrubs calza a pennello.
Il narratore sei te stesso, e commenti la tua vita con battute argute e pungenti, ma in fin dei conti nella puntata è come se ignorassi completamente quello che dici. Più o meno… ok, ok, non ho battute argute e pungenti – come sceneggiatore non sarei il massimo, e magari scriverei sketch più divertenti di quel che faccio… Però ignoro quel che dico: è già un passo avanti, no?
Alla fin fine, cosa ci vuole per una sit-com decente? Situazioni paradossali: yeah, mi sa che ce le ho. Un qualcuno tormentato da pare mentali: here I am! Qualche amico: sì, quelli non mancano (strano, no?). Pene d’amor perduto: ok, fatto. Situazioni lavorative assurde: oh beh, tra clienti non paganti e LEN (che rientra nella prima categoria) ne ho a iosa.
Altro? Beh, qualche risata fuori posto la posso tirare fuori io, la musica di sottofondo… ecco, cavoli! La musica di sottofondo! «A quale gamba mi devo attaccare per avere una cavolo di colonna sonora?» (cfr. I Griffin, Brian)
Una bella colonna sonora, di quelle con canzoni tristemente romantiche mentre guardo cinematograficamente l’orizzonte ed il sole che tramonta, e romanticamente tristi mentre penso ai bei tempi andati… E magari pure fique e ritmate quando (per caso) sono fuori a divertirmi… Insomma, conviene pure, eh! Concerti continui, la musica si sente sempre come in prima fila, e nessun rischio di beccare la canzone sbagliata nel momento sbagliato! E poi, vuoi mettere l’effetto film?
promemoria: cercare i megastereo multidirezionali che usano a manetta nelle serie tv americane
—
p.s.: mi dispiace, ma nel tuo ragionamento c’è un solo errore. Mai è successo che
fulsere quondam candidi tibi soles,
cum ventitabas quo puella ducebat







Altro e più tardi
So benissimo che ho “promesso” post su argomenti disparati. Ricordo benissimo anche alcuni, almeno, di questi argomenti. Non posso dimenticare quanta voglia io abbia, in particolari momenti, ovvero spesso nei momenti stessi in cui le cose succedono, di scrivere, di buttare qui qualche mio pensiero.
No, nessuno mi ha chiesto di scrivere nulla, non più. Non succede più, o per rassegnazione o per altro. Ma ciò non toglie che io voglia scrivere. E non toglie neppure che io non scriva. Perché?
Motivo frequente: leggo le cose scritte, e bene, altrove. Di Linux ormai non parlo più, vi sono troppi blog, siti, forum, wiki, e ancora blog, video, video-blog, ed una combinazione di tutte le precedenti. Tutte cose utilissime, ben più di quello che posso scrivere io, e meglio. Lo stesso succede su attualità e cose simili, ma anche su riflessioni mie, personali. Io le scriverei così e così? Trovo qualcuno che ha scritto altro, ma così bene che mi fa pensare “e che vuoi scrivere tu in aggiunta a quello che migliaia di miliardi di persone hanno già scritto?”. E la risposta, la potete intuire, è “assolutamente niente, niente di utile o che meriti”. Tutto qui, no? Continua a leggere ‘Altro e più tardi’