07
Ott
06

Strani giorni, viv(iam)o strani giorni

Sto continuando a non aggiornare il blog. Vergogna, vergogna, vergogna,…

Però un minimo sono giustificato. In questi giorni sto lavorando ho lavorato come un pazzo per completare due lavori di grafica abbastanza urgenti, entrambi per eventi che iniziano la settimana prossima. Niente di particolarmente impegnativo, né remunerativo, ma quando faccio qualcosa voglio che piaccia prima di tutto a me. Altrimenti, niente da fare.

Ieri poi sono andato alla mia vecchia scuola. Sono stato chiamato per dare una mano all’assemblea di Istituto per la presentazione delle liste per l’elezione di Rappresentanti d’Istituto e in Consulta.

Mai più. Sono persino peggiorati rispetto all’anno scorso. Sarebbe molto interessante osservare i meccanismi di questa politica spicciola, per meglio capire le assurdità della politica “onorevole” di questi anni. In particolare, oserei osservare una tendente crescita della ‘deficienza’ all’interno della politica.

Esempio rapido: da anni ormai la maggior parte delle liste sono presentate con l’esplicito intento di perdere due mattinate, ovvero cazzeggiare durante le assemblee di presentazione. Ma almeno fino all’anno scorso c’erano liste ‘serie’, ovvero di gente che perlomeno capiva che l’ormai celebre “scivolo a tubo che scende dalla torretta della scuola per arrivare rapidamente in cortile” non è una proposta ironica, ma solo una cazzata.

Ebbene, quest’anno ci sono solo 3 liste (confronto: l’anno scorso erano 7), che però hanno proposto in massa:

  • giornata bianca!!! (ovvero: un giorno nel quale tutti i 1400 studenti vanno a sciare con i prof. Necessità: circa 100 professori responsabili (ovvero:tutti). Disponibilità appurata: 3 professori (di cui una in pensione))
  • scivolo dalla torretta (no comment)
  • carta igienica profumata per tutti!
  • merendero (questa è una storia lunga, non vi tedierò con dettagli insignificanti)
  • nuovissime assemblee di istituto, nelle quali si giocherà alla Playstation o Xbox e/o si andranno a vedere gli ultimi film al cinema (ovviamente, solo di commedie/cartoni animati si parla…)

Questo è tutto ciò che mi viene in mente. Beh, memorabile è stata l’immagine di un rappresentante di istituto dell’anno scorso, ricandidato in una lista a-caso, quando il suo capolista ha cominciato a dire che l’anno scorso i rappresentanti di istituto non facevano nulla di utile, che le assemblee erano solo ed esclusivamente noiose…

Ecco quindi la tendenza: anche i pochi seri, nelle presentazioni cominciano a sparare cavolate grosse come case. Perché? “Beh, tanto poi non le facciamo queste cose… Ma se non le spari grosse non ti votano…”.

De gustibus…

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4 Responses to “Strani giorni, viv(iam)o strani giorni”


  1. 1 lorenzo
    8 ottobre 2006 alle 14:17

    mi ricorda tanto la mia scuola…..

  2. 2 Ale
    9 ottobre 2006 alle 18:44

    mi ricorda tanto anche la mia, perchè mai?

  3. 3 magiko
    16 novembre 2007 alle 22:31

    La tua analisi è puntigliosa e ironica (molto bella)! Per coloro che sono abituati a frequentare scuole dove queste cose vengono trattate con la dovuta serietà la tua scuola potrebbe sembrare un manicomio… invece a me la tua ex scuola (benchè tu non l’abbia dipinta certo con colori felici) non sembra poi così distastrata se paragonata alla mia. Fino all’anno scorso i seggi in cui gli studenti si recavano a votare erano controllati da questo o quell’amico di uno dei candidati che provvedeva a fare piazza pulita delle schede poco gradite inoltre i candidati non possono nanche tenere un discorso qualche giorno prima delle votazioni (in pratica chi non li conosce deve votare alla cieca)…. Come vedi la mia suola non è messa meglio bye

  4. 20 novembre 2007 alle 19:10

    @magiko: eh, quello che ho descritto io è solo l’aspetto più “pittoresco” della politica, e per fortuna l’unico che si verifica(va) all’Ulivi, almeno finché ero uno-di-loro. Quello che descrivi te invece è l’aspetto criminale della politica, che ho visto anche troppo concreto nelle elezioni per i rappresentanti universitari. E preferisco che vada su un deficiente, ma con un senso civico, pur se tutto suo, a che venga eletto un uomo capace ma controllato dai “soliti ignoti”. Cosa? Son sempre quelli ad essere eletti? Beh, quello è un’altro discorso…


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