26
Ott
06

Ecco a voi Ubuntu 6.10!

Ebbene sì! In pieno rispetto delle date previste per il rilascio, è stata oggi annunciata Ubuntu 6.10 “Edgy Eft”, la nuova incarnazione dell’attuale distribuzione di GNU/Linux più diffusa al mondo (fonte: distrowatch.org).

L’annuncio già elenca numerose novità, ma proverò a scrivere anche una recensione su questa Edgy che ormai da più di un mese mi accompagna sul mio pc.

  1. Setup
    È questo il punto di partenza per i nuovi ubunteros, ed è come sempre disponibile in due modalità: da live cd (tramite il desktop cd) o da “riga di comando” (alternate cd, con grafica spartana ma efficace). Mi soffermo poco su questo punto, perché sono abituato a fidarmi (quasi) esclusivamente del classico e stabile alternate cd.
    Sia il live cd che l’alternate sono stati notevolmente migliorati: il primo ha visto risolti numerosi bug che impedivano una corretta installazione, e Ubiquity, il programma di setup, è diventato un software maturo; la seconda è diventata, se possibile, ancor più efficace, con alcune piccole migliorie (che purtoppo non ricordo… non è mio hobby installare ubuntu…).
  2. Primo impatto: graphics
    La veste grafica è di poco differente da quella di Ubuntu 6.06 “Dapper Drake”, ma (elemento che ritroverete anche in seguito) l’obiettivo è stato il miglioramento di ciò che già esisteva. Sia la schermata di login che l’usplash sono derivati da quelli presenti nella precedente versione, ma se il login ha acquistato lucentezza e freschezza, l’usplash ha addirittura migliorato la risoluzione grafica.
    Per icone e bordi finestre, poche le differenze: il tema human è stato semplicemente migliorato con il redesign di alcune icone, l’inserimento dei files .svg per la maggior parte delle stesse, e l’arrotondamento degli angoli inferiori delle finestre.
  3. Primo impatto: funzionalità
    Ma iniziano qui le notevoli differenze da Dapper Drake, differenze forse poco visibili all’utente finale/poco attento, ma molto utili giorno dopo giorno.
    Prima di tutto: Edgy Eft si avvia veramente in meno della metà del tempo necessario per Dapper, Breezy, Warthy…, e si spegne in ancor meno secondi!
    Tutto grazie al nuovo upstart (sostituto di sysvinit, che permetterà in futuro una notevole flessibilità nella gestione dei processi, con un avvio basato su eventi) ed alla pulizia degli script allo spegnimento (teardown). Ma non solo: aiuta anche l’adozione di dash al posto di bash come shell per gli script non eseguiti dall’utente (dash possiede meno funzionalità, ma in compenso è più preformante).
    Da non dimenticare, l’ovvio update a Gnome 2.16.1 (quindi, l’adozione di Tomboy per le note e di F-Spot per la gestione del catalogo fotografico), Xorg 7.1 (quindi, con AIGLX), il kernel 2.6.17, OpenOffice.org 2.0.4, Mozilla Firefox 2.
  4. I problemi
    Va detto che non tutto è risolto. Resta notevole la lentezza di OpenOffice.org per chi non effettua il precaricamento tramite quickstart, a volte sembra infinito il tempo richiesto da Firefox per avviarsi, Synaptic è a volte più lento di Firefox nell’aggiornare l’elenco dei pacchetti. Alcuni di questi bug sono indipendenti da Ubuntu (che però potrebbe migliorare), altri sono segnalati.
    Resta un bug per noi italiani abbastanza antipatico, che è però già stato risolto e che vedremo quindi cancellato da un prossimo update: per un errore in una stringa di traduzione in lingua italiana, update-manager si rifiuta di installare gli aggiornamenti, e continua a ripetere la verifica delle nuove versioni, ab aeternam. Per info.
  5. Le delusioni
    Edgy Eft, come dice il nome, era stata pensata come una distribuzione ‘al limite’: con numerose nuove funzionalità, con un notevole stile, con scelte coraggiose. Tutte queste aspettative erano dovute all’annuncio di Mark Shuttleworth ed al fatto che, per la prima volta, l’intero processo decisionale sarebbe spettato agli sviluppatori stessi.
    Chi si aspettava una distribuzione con tutti i simpatici effetti 3D che-vanno-tanto-di-moda è però rimasto deluso, e molti hanno bollato edgy eft come ‘un semplice apt-get di dapper’. Ha poi fatto scalpore la decisione (discutibile, almeno in quanto repentina) di azzerare tutta la veste grafica a 10/15 giorni dalla release, riportando sfondi e splash screen di Dapper.
    Fino ad un mese fa avrei sottoscritto pienamente queste affermazioni, e avrei chiesto di sopprimere Edgy prima che potesse fare danni. Ma dopo qualche giorno di concreto utilizzo ho apprezzato i notevoli miglioramenti ‘sotto la carrozzeria’, ed i notevoli perfezionamenti in quasi tutti gli aspetti, dall’inserimento di nuove repository all’update di pacchetti all’installazione di nuove applicazioni (tramite aggiungi/rimuovi).

Edgy Eft è pronta così in solo 4 mesi dal rilascio di Dapper Drake.

E chi vorrà avere pazienza fino ad aprile 2007, potrà vedere i risultati della notevole attività della comunità per la creazione del “concetto di edgy”: qualcosa di superiore ad una sola release, qualcosa di notevole, idee, anche molto ambiziose, ma quasi sempre concretizzabili, che hanno portato all’avvio di molti progetti. Per avere un’idea delle numerose specifiche già stese per edgy+1, cliccate qui (tutte le specifiche senza indicata una release verranno valutate per la prima release disponibile, mentre le ‘deferred’ sono CERTAMENTE obiettivi di Feisty), o cercate ‘edgy’ su wiki.ubuntu.com.

Per ora, “accontentatevi” di ciò che è stato fatto. Ve lo prometto, non ve ne pentirete.

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