Archivio per maggio 2007

24
Mag
07

Blog, o non blog

Dovrei scrivere. Vorrei scrivere. Ma non so né cosa scrivere (mezza bugia), né perché ormai scrivere oltre.

Non vorrei parlare ancora di certe cose, e prometto di evitare in futuro (se mai scriverò ancora); ma se oggi sono ancora giù, e voglio finirla con queste pagine, è proprio per questo.

Il mio blog è nato per speranza, speranza di cambiare. È vissuto con questa speranza, e con questa speranza ho anche vissuto ciò che questo blog mi ha portato, compresa un’amicizia.

Ora, io non sono cambiato, e questo blog mi ha portato solo amari ricordi per il futuro, ed un’amicizia rotta. Amen, direte voi. Sì, amen, ma un conto è dire “mettiamoci una pietra sopra”, un conto metterla, e stabile. Un conto dire “devi dimenticare”, altro conto rimuovere.

Non ci crederete, lo so. Ma IO VOGLIO CAMBIARE. E cosa mi blocca? Io, io stesso, io solo. Vedo sempre più persone allontanarsi da me; è quello che cerco, alcuni diranno. Vero, non posso dire di non essere causa anche di questo. Evidentemente, è il mio destino, il destino di un cretino 19enne che si rovina la vita. Restare solo.

Non so se scriverò ancora qui, probabilmente lo farò (unico sfogo rimastomi, questo blog. Oltre a piangere), ma con molta meno fiducia, e molto meno coraggio (si può scavare?).

Chissà se cambierò. Sarà, se mai accadrà, un’esplosione, un botto, magari sordo, ma, chissà, evidente.

Ma nel silenzio. E nessuno sarà rimasto, per vedere.

22
Mag
07

Risposte

Dovrei avere risposte, lo so, oltre ad avere abbondanti domande.

Risposte innanzitutto a me, ma ancora non ci sono arrivato, se non in particolari momenti (particolari, e soprattutto passeggeri, precari).

Risposte, però, anche a chi un po’ resta basito a sentirmi parlare di me in certi modi (o legge qualcosa su questo ormai malridotto blog). E forse non ne avrò di esplicative o esaurienti, ma ne posso avere di, magari, chiarenti.

Intanto. Sì, mi sento un 40enne sfigato, nello scrivere sul blog. Forse perché è il mio pressoché unico sfogo della mia depressione (o malinconia? difficile dictu), o forse perché è l’immagine che ho di me stesso.

Lo ammetto, molti dei miei quesiti e problemi sono comuni, e non sarebbero certamente utili a riempire un blog; forse non dovrei neppure scriverne. Il mio fondamentale problema è che io a questi problemi penso, sempre e solo. per questi problemi non faccio nulla, nulla che possa darmi risposte o risolverli, o darmi altre possibilità.

Un ragazzo come te: NORMALE , ha scritto qualcuno; no, non credo tu sia come me, e non credo di essere così normale. In fondo ha ragione mio padre: un ragazzo normale uscirebbe di casa, ogni tanto; un ragazzo normale non avrebbe terrore al solo pensiero di guidare (non tocco la macchina da mesi, e non voglio neppure pensarci…); un ragazzo normale non si incolperebbe per il fatto di aver risposto in maniera non “appropriata” ad una qualunque persona, anche sconosciuta (“inappropriato” per me arriva perfino ad essere un saluto mal dato…).

Sono un po’ deluso da alcuni avvenimenti della vita, vero, ma non solo: sono deluso da tutta la mia vita, e non solo in quanto passato, ma soprattutto in quanto presente. Faber est suae quisque fortunae, dicevano i latini; ed io ne sono sicuro, solo io ho provocato la mia depressione. Ma proprio l’essere io causa di tutto questo, mi blocca nell’agire. Non so come agire, cosa fare, come poter affrontare situazioni comuni per tutti, ma per me vere e proprie sfide (un esempio? Il solo andare in un bar con amici, è per me situazione traumatica).

Per ora, that’s all. Risposta a domande di un anonimo del web (che la prossima volta preferirei si identificasse, perlomeno con un nikname… non sopporto granché vedere e-mail false in commenti…). Sarò stato soddisfacente? ne dubito, ma vi basti, per ora.

20
Mag
07

Rigurgiti di abbattimento

Ci ho provato. Ho cercato di non deprimermi, almeno, ulteriormente. Sì, ardua impresa per me in questo periodo.

Era iniziata abbastanza bene, con un nuovo esperimento grafico (solo nei miei migliori periodi produco qualcosa di buono…), con perfino un progetto di rinascita (noitre.org, vi dice più nulla?). Un progetto di ribellione, quasi.

Invece è bastato un saluto. È bastato chattare con una persona (colpa sua non è, ci mancherebbe altro!), è bastato vedere ancora una volta cosa una persona normale realizza nella sua giornata, per rigettarmi nello sconforto più totale. Che non è peraltro diverso dallo sconforto parziale, se non nell’attaccarsi al fisico, alle lacrime che scendono, alla gola che si stringe. Continua a leggere ‘Rigurgiti di abbattimento’

17
Mag
07

Ciao, Damianone

Oggi sono andato al corso 1002 del Liceo Ulivi di Parma. Il corso di teatro di Farri – Fabi.

Ho approfittato della pausa pranzo, ho digiunato, ho preso al volo l’autobus. Sono sceso a barriera Bixio, uno sguardo alle piante dove tante volte sono passato, e poi iniziano i ricordi.

La Dadomo, che mi abbraccia e mi chiede come sto, che dà la colpa dei miei fallimenti al sistema, che mi fa i complimenti per come mi ha trovato. La Deleonardis, la voce sempre leggera, che si stupisce sentendo il mio tono al ribasso. Martina, sempre bella e simpatica, un saluto anche a lei (oggi, tutti pronti al mio arrivo?). Continua a leggere ‘Ciao, Damianone’

15
Mag
07

Strano

Vedere le cose in un’altra ottica è un’esperienza sempre nuova, se uno si ferma a pensare.

Un innamorato, un fidanzato, scoprirà che in una nuvola ci sono così tanti pensieri che neppure credeva fosse possibile trovare.

Una madre, troverà nel figlio così tanti motivi che si chiederà come faceva ad essere preoccupata con le sue domande.

Io, depresso, trovo in un nuovo fallimento nuovi motivi di sconforto, riesco a vedere come errori cose che prima credevo fossero mie sicurezze.

La giornata è stata fredda. Non me ne sarei accorto, credo, se non fosse successo tutto ciò, o magari ne sarei stato contento. Il vento di questa mattina mi sembrava solo una presa in giro, quel vento a cui tante volte mi sono affidato, che tante volte ha portato in giro i miei pensieri. Stamattina l’avrei chiuso in una scatola.

Strano, ieri sera e stasera ho scritto due lettere. Una è già in viaggio, spero. Una mai partirà, credo; la sto completando adesso, ma chi la deve ricevere non la vorrà, né potrò dargliela.

Strano che la radio abbia trasmesso, appena accesa, Sorry Seems To Be The Hardest Word (Elton John + Blue), e che mi venga spontaneo di collegarla proprio all’unica persona che non dovrei ricordare.

14
Mag
07

Addii, parte seconda

Qualcuno sarà sicuramente stufo di questa inesorabile catena di post depressi e depressivi. Mi perdonino quelli che ancora mi leggano, ma non sono certo oggi nelle condizioni per fare altro che darvi ragione e fregarmene ampiamente.

Mi sono già distrutto da solo abbastanza oggi, e sono ormai completamente passivo. Potreste anche venire a picchiarmi, non avrei più nulla da ribattere.

Perché mai? Perché mi faccio solo schifo. Perché credo che un ingrato, egoista, orgoglioso ed egocentrico come me sia solo uno spreco nella società.

Continuo a sfruttare, ad approfittare delle persone, delle amicizie. Continuo a vivere amicizie con ragazze nella misura in cui posso sperare di avere qualcosa in cambio. Continuo a chiedere comprensione e compassione per le mie depressioni, senza dare la mia fiducia ed il mio supporto. Continuo a vivere alla giornata, e solo per me.

C’è chi continua a dirmi cosa dovrei fare. Continuo a sapere cosa è necessario per me. L’insostenibile leggerezza dell’essere, tutto qui. La fondamentale semplicità della “via d’uscita” mi blocca completamente, mi manda in “loop”. Continuo a pensare e non sapere come fare. Continua a leggere ‘Addii, parte seconda’

09
Mag
07

Ricercar

È strano come tutti vogliamo cambiare.
Chi ce la fa, cambia dentro e non lo vedi,
chi invece non ci riesce, fuori cambia e sembra un altro.

Uhm, no, non è una citazione: è solo un autodelirio di tarda serata.

Stavo ripensando ad alcune persone, ed al blog. Ho un paio di post da scrivere, questo è certo. Ma continuo a non scriverli…

E nella conversazione con un’amica è entrato l’argomento “cambiare”.

Sì, vorrei tanto cambiare… Cambiare veramente, “ricercar” la mia vita… Continuo a non capirmi, continuo a non vivere. Continuo a non pensare, a sfuggire la vita con la passività, a rimandare. Ma la vita non aspetta, l’amore (ci sarà…?) neppure, la materia non cessa di fermarsi. Si è in movimento, ciò che si ferma degenera, non può fare altro. Il ginocchio sul quale continuo a zoppicare da settimane è un memento puntiglioso e continuo, forse per questo penso sempre più all’assurdità di ciò che sono io. Continua a leggere ‘Ricercar’