06
Lug
07

The Potrait of Damiano

Vivacchio ancora così, solo più stanco, depresso e sfiduciato di prima… E vedere che il mio blog in luglio ancora non ha un nuovo post, mi ricorda che forse se faccio anch’io qualcosa non è malaccio…

Potrei radunare qualche pensiero che, come mi capita ormai spesso, mi viene in mente già prospettato come post per questo blog: con il suo bel titolo, occhiello (riservato a me) e contenuto a grandi linee… e già sorrido al pensiero di scriverlo. Poi però quando voglio scrivere mi sento “stupido-ed-inutile”, come spesso accade, ed il post fa una brutta fine, o nelle bozze (insieme ad altri 4 residuati bellici di post sbocconcellati e dimenticati… o troppo bene ricordati per essere postati) o nell’oblio momentaneo.

Intanto mi ha colpito (ed ha dato il titolo al post) un mio ritratto che ho riscoperto in questi giorni. È uscito dalla stanza dove era rinchiuso perché mio padre ha voluto “appendere un po’ di quadri”, ed ovviamente c’è immediatamente rientrato, con la sua solita delicatezza (“sembri un mostro…”). In parte ne sono contento, perché non essendo lì, in sala, o sulle scale, è ancora mio, più riposto… E guardando come ero, mi viene un sottile senso di pesantezza, a vedere tanti anni in un solo punto, e pensare con un po’ di vertigine a quanti bivii sbagliati o saltati…

Ricordo solo un’accappatoio, quello che mi ero messo mentre ero in posa. Null’altro che l’accappatoio, non la stanza, non l’artista, non il carboncino. L’accappatoio.

È strano vedersi in un ritratto. Non è la gioia o la timidezza che coglie chi si vede in gigantografia o in foto. La foto è uno specchio fedele, è solo un surrogato di realtà; cercandola di imitare così pedissequamente perde anche spesso e volentieri di profondità. Il ritratto è diverso, perché fa vedere dell’altro. Non è l’immagine che vedi anche in bagno, mentre ti fai la barba; è di più, è come vedere te stesso (o il te stesso di una volta) stando nella mente di un’altra persona.

Avere letto The Potrait of Dorian Gray mi da’ anche ricordi differenti, o spunti particolari, sebbene non riesca a trascriverli. Nulla di particolarmente importante, ma solo un sentimento lieve, una sensazione come di arte, come quando si ascolta musica “adatta” a sé… Non è esprimibile, è solo un piccolo impulso nell’universo della nostra mente, un colore che si spande in testa, e tinge in modo differente qualcosa.

Beh, qualcos’altro volevo dirlo. Perché è sì vero che l’estate è per me ciò che di più deprimente l’uomo abbia mai inventato, ma (o forse, proprio per questo) è anche il momento di maggior riflessione, autoispezione, pensiero, immaginazione (con già ali tarpate). E tra letture da Erri De Luca (appena scoperto, ma già così familiare… spesso, mi sembra di leggere alcuni passaggi esattamente come li avrei scritti io…) e quotidiane nullafacenze, penso al blog, alla mia vita, all’università, al progetto di programmazione, al mio gatto (che anche stasera è venuto sotto la mia finestra ad uccidere ed a mangiare il quotidiano topo di campagna…)…

Magari qualche pensiero di questi diventerà un post…

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2 Responses to “The Potrait of Damiano”


  1. 1 Ale
    9 luglio 2007 alle 17:51

    ti voglio bene

  2. 2 Ben
    15 luglio 2007 alle 03:52

    Ciao,intanto scusami per l’email,ma non la uso molto e non so se scriverò ancora. Ho qualche anno in meno di te,spesso ho avuto pensieri simili ai tuoi,ora un pò meno.Spesso preferisco non uscire xkè penso che ogni volta(e succede sempre)è sempre peggio trovarsi faccia a faccia coi pensieri al rientro. Stasera c’era tanta gente in una deliziosa località marittima,tante ragazze splendide,alcuni sguardi,una persino si gira quasi volesse che io cogliessi l’occasione per conoscerla,ma io lì a rimuginare le mie paure,sempre quelle dannatissime paure,pensieri dannosi e inutili,di pesante disistima,quando poi sono assolutamente consapevole che ciò che cerco è solo amore e tenerezza e che sarei capace di darne tanta…poi si aggiunge la rabbia al pensiero che il sorriso di quella donna potrebbe quasi certamente essere offuscato da un bastardo che vuole solo sesso e nemmeno sapere il suo nome,portando avanti la tradizione che tutti gli uomini sono uguali.E’ un circolo vizioso sempre + stringente,vieni etichettato come asociale,superbo,magari omosessuale,e altre menzogne.Sai,siamo in molti,tanti se ne vergognano,fingono altre facciate,ma poi quante fragilità! quante sciocchezze! è normale che una persona sensibile e generosa debba disperarsi al punto tale da trovare conforto tra le braccia evanescenti di una prostituta? (quanti ne conosco!,proprio oggi altri due!) che tristezza! che spreco! Credo occorra andar via di casa ad una certa età,occuparsi della propria immagine(purtroppo il biglietto da visita è fondamentale in questa malata società) e buttarsi nell’agire,magari sbagliando o facendo figuracce. Mi rendo conto che è difficile(io ci sto provando pian piano) specie se anche tu hai un padre che da sempre ti ha frantumato psicologicamente,con insulti,botte anche quando non sapevi xkè(puro sfogo,magari al lavoro,un capro espiatorio…tralascio le modalità per non urtare la sensibilità di alcuno),responsabilità non dovute ma fatte pesare,una persona a cui non va mai bene niente di quello che fai e anke se il tuo impegno è stato maximo potevi sempre fare di più…una persona che ti paragonava sempre a tizio o caio che era sempre migliore di te,che ben volentieri godeva pure(lo si leggeva nel suo sguardo)quando ti diceva che facevi schifo,magari anche + volte al giorno,che sei diverso dagli altri,che sembri un cane bastonato nell’angolino della tua stanzetta e altre infernali meraviglie.Credo che le donne + sensibili e avvezze a queste storie si rendano meglio conto dei danni enormi che questo genere di martellamenti su un bambino provochino necessariamente poi nell’adulto bloccato di domani. Bene,un giorno e poi + volte sono esploso,vene pulsanti e rabbia come nemmeno i demoni dei tuoi peggiori incubi saprebbero eruttare(avevo persino paura di me guardandomi allo specchio);le urla che terrorizzano tutti,ma poi cominci a fregartene di tutto e tutti,diventi indifferente a qualsiasi cosa,xkè sai che ovunque qualcosa può spuntare e farti male da 1 momento all’altro,rinunci alla tua felicità,alle ragazze,agli amici,alla vita xkè sai che ti fa male…e la menzogna continua,alimentando se stessa. Scrivo ad alcune ragazze lunghe lettere,loro si commuovono sempre,ma non sarei mai capace di ripetere quello che scrivo avendole di fronte…ma xkè?…eppure sono sempre io…maledetta paura! Naturalmente non concludo niente,penso di non eserne capace,ma in un angolo remotissimo e soffocato di me so che,valutando quanto c’è in giro,sarei centinaia di miliardi di volte meglio di tanti altri,ma non lo faccio…xkè? e poi…come? è vero penso troppo e agisco poco,ma sappiate che questa banalità può essere insormontabile x chi si trova in questa situazione…chi può aiutarti senza giudicarti? Quasi ogni sera leggo una pagina del Vangelo,mi aiuta,e piango tanto e poi chiedo solo un pò di coraggio,non di ricevere ma di dare un pò di amore,quell’amore ingabbiato che si dispera in me,che prima di pretendere una carezza o un moto gentile d’affetto,un abbraccio io possa regalarlo a qualcuno che forse ne ha + bisogno di me e per questo ho deciso di lasciare qui la mia testimonianza(ne avrei ancora da raccontare) perchè possa elevarsi una preghiera comune affinchè tu e tutti quelli che vivono questo disagio possiate riscoprire il sorriso e la pienezza di vita,perchè abbiate consapevolezza che valete tanto e potete e dovete dare il vostro contributo,specialmente con la vostra sensibilità,a questo mondo. Chiunque tu sia,ti comprendo e ti sono vicino ora condividendo il tuo profondo dolore e domani poi quando l’avrai messo da parte e tu possa gioirne.
    Desidero una famiglia,una moglie e solo una a cui donare tutto me stesso,dei bimbi e la forza di educarli senza spaventarli ma al meglio che posso,sarebbe il mio unico tesoro,non avrei bisogno d’altro oltre alla routine,ma dire queste cose oggi è come ascoltare i vaneggiamenti di un pazzo,ma chi se ne importa, è quello che sento,è quello che voglio…oltre ogni menzogna. Auguro a te e a chi soffre che i vostri sogni possano realizzarsi,spero di riuscire a pregare nel migliore dei modi per voi…vi voglio bene,chiunque voi siate. Felice notte,Ben 🙂


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