19
Lug
07

Libere opinioni in libero software

Magari qualcuno avrà letto della GPLv3, la celebre licenza del mondo del software libero che si è rinnovata di recente. Mi sono preso la briga di sleggiucchiarla, aiutato dalla semplificazione del legalese che è stata decisa.

Lo so che a molti che leggono questo blog magari non interessa, ma mi sento “chiamato” a dire la mia opinione anche su questo fatto, o meglio su ciò che circonda questo evento. Perché? Perché è una cosa importante, non tanto per l’utente comune (non subito) quanto piuttosto per il futuro di questo sogno che si chiama Software Libero; e perché ho letto così tante opinioni, spesso purtroppo dannose, credo, per il nostro ecosistema, che mi sono detto – tanto di danno non ne posso fare ulteriore, e non sono certo un pezzo grosso del mondo di GNU/Linux…

Intanto, cosa sarebbe cambiato? Mi sembra che sia cambiato poco nella teoria, ma molto nella pratica. La teoria resta quella detta sempre da Richard Matthew Stallman (rms): il software, per il bene della collettività, deve essere libero. Non è né assurdo né impraticabile, perché tutto il software è nato così. Sarebbe solo “naturale” e con molti benefici.

Ovviamente, la teoria è una cosa, la pratica un’altra. Per difendere i nostri diritti, è spesso necessario mettere avanti le mani, ce ne siamo accorti più volte. Così è nata una licenza, la GPL, che dice, in poche parole “sei libero di fare quello che vuoi con questo codice, a patto che tutte le modifiche che fai siano rese pubbliche come è pubblico questo software”. Il concetto è più complicato, sia perché bisognerebbe parlare anche del ‘problema’ del ritorno economico, sia perché come tutte le licenze è stata scritta da avvocati, in legalese puro.

Ora, dopo decenni, la nostra GPL è stata aggiornata. Dal 1991 ad oggi sono cambiate moltissime cose, numerose innovazioni INIMMAGINABILI si sono succedute, e la “lotta” tra software libero e proprietario, con tutte le deviazioni comprese tra i due concetti, è abbastanza dura, con la Microsoft in prima fila.

Cosa è cambiato? Beh, sono state rafforzate le protezioni contro la chiusura di pezzi di software libero, e sono stati impediti futuri accordi modello Novel. In pratica, viene chiesto che tutti i software liberi siano modificabili liberamente, senza limitazioni; vengono inoltre resi illegali i pagamenti per la protezione di proprietà intellettuale (la famosa “tassa” Microsoft che tutto considera sua proprietà intellettuale).

Ci sono stati commenti di fuoco su parole di Linus Torvalds (il celebre creatore del kernel Linux), sul presunto fondamentalismo della Free Software Foundation (organizzazione creatrice della GPL), sul ridotto passaggio del software alla nuova versione. Ma secondo me c’è qualche deviazione in questi discorsi.

  1. la versione 3 della GPL è comunque diversa dalla vecchia GPL2; quindi, ben venga un’adozione critica, e non automatica. Le differenze devono essere capite prima di tutto dagli utenti: la GPL si pone come primo obiettivo la difesa della libertà degli utenti.
  2. la libertà del software non deve precedere la libertà di opinione: se Linus, o chiunque altro, non ritiene conveniente adottare la GPL3, è liberissimo di non sceglierla. Stiamo attenti a non cancellare la libertà nel suo stesso nome: l’hanno fatto già altri
  3. è ingrato accusare rms (Richard M. Stallman) di talebanismo, fondamentalismo o ipocrisia. Non credo abbia mai costretto nessuno ad adottare la sua licenza. Credo abbia invece dimostrato con i fatti la validità delle sue idee. Provate a pensare se la GPL fosse stata affidata a ditte, che so, come Novell… che fine avremmo fatto?

Infine, le polemiche sull’accusa espressa da Linus Torvalds nei confronti, sembrava, della FSF, ritenuta “piena di ipocriti”, sono prima di tutto false, perché letteralmente estrapolate dal discorso (che potete leggere da qui):

I don't think it's hypocritical to prefer the GPLv3. That's a fine choice, 
it's just not *mine*.

What I called hypocritical was to do so in the name of "freedom", while 
you're at the same time trying to argue that I don't have the "freedom" to 
make my own choice.

See? THAT is hypocritical.

			Linus

(trad: Non credo sia ipocrita preferire la GPLv3. È una buona scelta, solo non è la *mia*.
Ciò che ho chiamato ipocrita è il farlo in nome della “libertà”, mentre nello stesso momento si sostiene che io non ho la “libertà” di fare la mia scelta.
Capito? QUESTO è ipocrita.)

E sono d’accordo. Io preferirei la GPLv3, ma se Linus ritiene più utile la GPLv2, liberissimo di farlo. Ragazzi, ricordiamoci che È SEMPRE SOFTWARE LIBERO, merdre!, non sta vendendo il kernel a Steve Ballmer!

Linus e rms, insieme, sono un po’ lo Yin e lo Yang del software libero. Torvalds è l’uomo pratico, che vuole massimizzare gli effetti delle sue azioni: ha adottato la GPL perché rispondeva alle sue esigenze, ed è la dimostrazione dell’efficacia del software libero. rms è invece il teorico della libertà di software, l'”ispirato”, il più astratto e, sì, anche un po’ fondamentalista. Ma senza avere il continuo pungolo dei suoi richiami, senza la sua forza iniziale non credo il software libero avrebbe fatto balzi da gigante.

Ciascuno di noi può avere preferenze per l’una o l’altra linea. Prima gli effetti, o prima la libertà? Ricordiamoci, però, che senza effetti, la libertà perde tutto il suo fascino… Ed anche l’efficacia, se incarcerata, diventa priva di scopo.

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