Archivio per gennaio 2008

31
Gen
08

L’eroismo non è sovrumano

Tornando da Cortemaggiore, ieri sera, mi guardavo intorno, fuori dal finestrino. Chissà quante storie. Quanti ragazzi, ragazze, uomini, donne, che vivono. Non è poi così ovvio, e c’è qualcosa di incredibile nel coraggio di ogni giorno.

Tornavo da Cortemaggiore, perché ero andato al Fillmore. In questi giorni, quasi chiunque nomini il Fillmore lo fa pensando a Marco Paolini, ed è proprio lui che sono andato a vedere, lui e Lorenzo. Sì, Lorenzo, Lorenzo Monguzzi, la voce dei Mercanti di Liquore. Era un mio ben preciso dovere andarci, perché è un peccato mortale perdersi dal vivo quel che hai guardato più e più volte in tv e in dvd.

Siamo arrivati in ritardo, ma siccome le prove servono per provare, abbiamo avuto la fortuna della ripetizione dell’entrata del pubblico (farà parte della diretta su La7), e quindi abbiamo visto tutto lo spettacolo dall’inizio, un Album d’Aprile in piena.

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27
Gen
08

L’uomo è libero anche senza “arbeit”


Auschwitz concentration camp, inserito originariamente da Kaj Bjurman.

L’uomo è stato creato libero, e libero rimane. Nessuna differenza potrà mai motivare la sua uccisione o l’eliminazione della sua Dignità.
Nulla può dare all’uomo quello che ha già. Nessuno venderebbe mai dell’aria in bottiglia, come nessuno può vendere amore. Così nessuno può pretendere di dare libertà, né di toglierla.
“Arbeit macht frei” è una radicale assurdità, e dovremmo tutti ricordarcene.
Perché se la Shoah è finita, le persone continuano invece a morire per cercare di conquistare una cosa che è già loro di diritto. Si continua a privare persone della loro libertà, o della loro Dignità di essere umano.
Ricordare che queste cose sono successe in maniera così evidente deve farci ricordare che queste cose succedono anche oggi, e che possiamo, dobbiamo, dobbiamo voler fare qualcosa.

Se scrivo una frase del genere, non è per dirvi di prendere esempio da me. Anzi, è l’ultima cosa che vorrei. Un ipocrita, depresso inutilmente, che, come direbbe un mio amico, “è il primo a non credere in quel che scrive”, e che non sa sostenere le proprie idee, non dovrebbe essere preso come esempio da nessuno.

La mia speranza siete voi, sono “gli altri”, sono tutti quelli che, diversamente da me, giorno dopo giorno si meritano di vivere la loro vita. E solo grazie a loro queste cose non si ripeteranno.

25
Gen
08

Posso perdonare a voi, figli miei… che non siete padroni di un cazzo!

Quando ho visto tutto quel che è accaduto ieri, mi è subito venuta in mente la scena dell’esecuzione di don Bastiano, dal film Il Marchese del Grillo: «Posso perdonare a chi mi ha fatto male: in primis, al Papa, che si crede il padrone del cìelo; in secundis a Napulìone, che si crede il padrone della terra; e per ultimo al boia, qua, che si crede il padrone della morte. Ma soprattutto posso perdonare a voi, figli miei, che non siete padroni di un cazzo!»

Quello che è successo ieri ha dell’indecente per tutti i Senatori della Repubblica Italiana, ha dell’indecente per noi tutti, ha dell’indecente per destra e sinistra. E checché se ne dica, io rispetto ben più Prodi che ha pagato per i suoi errori (no, non economicamente… in Italia, più sali su meno cadi giù, in uno strano mondo privo di fisica) che tutti quelli che adesso stanno brindando a champagne pensando a quanti soldi potranno ricavare dalla prossima legislatura. L’Italia è come il parmigiano gosino, detto comunemente “maiale”: non si butta via niente.
Quello che è successo ieri fa vergognare me e tanti altri di essere ancora italiano, ma con la i minuscola (lo so, gli aggettivi della lingua italiana sono tutti minuscoli, ma mi piace pensare ad alcuni con una bella iniziale grossa come una casa). Come faceva vergognare il grande Giorgio Gaber. Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Adesso, come mangeranno al meglio? Che faranno?
Che farà l’UDEUR è evidente, che farà Forza Italia anche, che farà il Partito (poco)Democratico meno.
So che cosa cercherà di fare il nostro Presidente della Repubblica, ben più sfortunato del suo predecessore (che non si divertiva di certo a presiedere certa gente!): cercherà di buttare del sale in zucca a questi onorevoli colleghi, e cercherà di metterli d’accordo su un governo che faccia passare la legge elettorale rifatta.
Non c’è niente da fare, se il massimo di novità che possiamo vedere è un governo con uno che ha l’età del Santo Padre (o poco meno), ed all’opposizione il Sindaco di Roma che di nuovo ha solo, forse, il vestito…

Però, fatemi solo un favore. Andate a votare, quando ci sarà da votare. E votate proprio quelli che hanno idee e non numeri, ce ne possono essere, spero, ce ne saranno, spero o voglio illudermi. E se non ci sarà nessuno, votate il meno peggio, ma votate. Così potremo ancora lamentarci. Se uno ignora tutto e tutti, poi non può lamentarsi di essere lasciato in disparte o ignorato dai politicanti qualunque. Se io divento “azionista” della Repubblica Italiana, posso anche pretendere che il mio voto abbia un valore.

Cosa vorrei vedere? Una nuova Assemblea Costituente, dove possano sedere solo persone non condannate dalla giustizia umana, se possibile perfino con idee. È possibile? Sì, per la miseria, l’abbiamo fatto 60 anni fa. Abbiamo scritto un testo che è un capolavoro. Andate a leggere la nostra Costituzione, sarebbe una cosa di cui andare fieri, da imparare a memoria come la Divina Commedia o le canzoni di De André. Però non l’abbiamo capita, non l’abbiamo realizzata. Ci siamo limitati a fare l’italia, dimenticandoci del capolettera.

Oh, gente, buona vita. Lasciatemi sperare che migliori.