31
Gen
08

L’eroismo non è sovrumano

Tornando da Cortemaggiore, ieri sera, mi guardavo intorno, fuori dal finestrino. Chissà quante storie. Quanti ragazzi, ragazze, uomini, donne, che vivono. Non è poi così ovvio, e c’è qualcosa di incredibile nel coraggio di ogni giorno.

Tornavo da Cortemaggiore, perché ero andato al Fillmore. In questi giorni, quasi chiunque nomini il Fillmore lo fa pensando a Marco Paolini, ed è proprio lui che sono andato a vedere, lui e Lorenzo. Sì, Lorenzo, Lorenzo Monguzzi, la voce dei Mercanti di Liquore. Era un mio ben preciso dovere andarci, perché è un peccato mortale perdersi dal vivo quel che hai guardato più e più volte in tv e in dvd.

Siamo arrivati in ritardo, ma siccome le prove servono per provare, abbiamo avuto la fortuna della ripetizione dell’entrata del pubblico (farà parte della diretta su La7), e quindi abbiamo visto tutto lo spettacolo dall’inizio, un Album d’Aprile in piena.

Com’era? Semplicemente stupendo. Ma stupendo per molti motivi. Sì, c’è l’aspetto di “déjà vu” dell’Album, che mi ha sempre appassionato molto e quindi non poteva non piacermi. Ma c’era anche, e per me era importantissimo, l’aspetto del teatro.

Uscendo sono passato sul legno del palco, che era molto simile al legno del Teatro al Parco. Il teatro segna, secondo me, chiunque lo faccia, chiunque ci soffra un pochino almeno su di un palco; chiunque prima della Prima, durante le prove, misuri a lunghi passi il suo spazio, la sua piazza, il suo legno; chiunque un po’ accecato dalle luci abbia alzato lo sguardo orgoglioso davanti ad un pubblico invisibile.

Ieri sera sono tornato in un teatro, e mi ha fatto venire una voglia “matta e disperatissima” di tornare a recitare, ad essere altri e me stesso.

Mentre finiva lo spettacolo ed un Marco Paolini stanco con un Lorenzo Monguzzi altrettanto stanco hanno cantato per “mandarci via”, beh, ero contento con loro… Mi sembrava di averlo finito io, lo spettacolo… Oh, mi son commosso.

Com’era lo spettacolo? Beh, l’ho detto, stupendo, coinvolgente, “ispirante”. Come dice Marco in un’intervista che ho appena visto, è un posto vero, dove non c’è una scenografia, e dove quindi l’attore può creare la scenografia che vuole quando ne ha bisogno. Album d’Aprile è una storia di giovinezza, di rugby, di politica e di piazza, di amore e di amicizia, di fango e di “chi gh’a vinto”, ma anche e soprattutto, secondo me, del bello che c’è nella storia di una persona, di un gruppo, di una generazione. Dell’universale nel particolare, dell’eroismo che c’è nello stare al mondo, e in tante piccole cose di tutti i giorni. Beh, guardatevelo, domani sera (1 febbraio, su La7, ore 21).

Com’era lo spettacolo? Come doveva essere.

p.s.: il titolo è una citazione da Oltre il ponte, canzone di I. Calvino e S. Liberovici

Annunci

1 Response to “L’eroismo non è sovrumano”


  1. 17 aprile 2008 alle 10:17

    Fa davvero piacere poter dire che c’ero anch’io… E grazie a te, non dimentichiamolo! Perchè pensando a Paolini come prima cosa, certo, mi verrà in mente lo spettacolo che siamo andati a vedere, ma subito dopo il pomeriggio quando io e te cercavamo di recuperare i codici fiscali altrui per recuperare il biglietto… 🙂


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: