Archivio per agosto 2008

29
Ago
08

Thinking – 2 –

Ieri mi è venuta l’improvvisa voglia – o esigenza – di scrivere un post come questo, per “spiegare” – e credo, soprattutto, “spiegarmi” – un qualcosa sulla vita, l’universo e tutto quanto. No, non proprio spiegarmi – significherebbe che io posseggo pure le risposte… più che altro, si tratta di rimettere insieme alcuni pezzi di puzzle, e cercare di capirci qualcosa.

Intanto, come sono arrivato a questa “condizione umana” di sfigato-depresso-pessimista? Semplice, cercando di inserirmi. Sì, può sembrare un controsenso, ma non lo è. Non sono uno psicologo, non ho quindi nessuna motivazione per sostenere quel che dico, ma mi sembra una cosa quasi naturale il rendersi nulla, il mascherarsi da incapaci, per essere “accettati” dagli altri. Diventa spesso semplice accettare un altro se riusciamo a guardarlo un poco dall’alto al basso, se possiamo concedergli una parola buona, e pure apparire come compassionevoli mentre cerchiamo di tirarlo su di morale.

Lo so, mi sto addentrando in una zona pericolosa – rischio di offese personali, soprattutto verso chi mi sto accanto. Aspettate a trarre conclusioni. Continua a leggere ‘Thinking – 2 –’

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25
Ago
08

Avrei dovuto berlo

Bicchiere mezzo vuoto,
o forse mezzo pieno…
Avrei dovuto berlo,
guardarlo un po’ di meno.
Ma ce l’ho ancora in mano.

Agosto, sta finendo anche lui. Un po’ era ora, questo mese tanto lungo e tanto insopportabile, pieno di sole e di sofferenza, e rimpianti “a mille a mille”. Lungo, lunghissimo, 21 anni in un giorno solo, e come se non bastasse pure con due settimane di vacanze – libere e piene di sole, giusto per evidenziare quando grigia sia la mia vita.

Agosto finisce, e arriva il nulla… non so proprio che farò, adesso. E l’università è sempre più lontana, e non vedo nessuna via, strada o sentiero che mi riportino al campus. Improvvisamente, è lontano anni luce, con tutti i rimpianti del caso.

L’altro giorno stavo riguardando le foto di Ginevra, nel 2004 – avevo 16 anni, ero già triste e senza molta autostima, ma stavo ancora convincendomi di tutto questo – lo so ora – ed avevo molti sogni per il futuro. Come se improvvisamente qualcosa in me cambiasse e, pum!, di colpo io diventassi bello, sicuro, simpatico.

Ero ben diverso da oggi, e me ne accorgo solo ora; potevo diventare chiunque, e sono diventato quel che sono adesso, nulla di buono o di migliore rispetto a 4 anni fa. Nulla di positivo, anzi.

Ho 21 anni, e non so cosa sono. Nè men che meno dove voglio andare.

Ho paura, tutto qui… Molte cose sarebbero belle, eh!, ma c’è sempre da rischiare, da mettersi in gioco… Non ho il coraggio di parlare con una ragazza, di fare una corsa, di fare una telefonata, di uscire da solo di casa, di guidare ed andare da un amico. Una vita grigia e triste fa male, ma è una sicurezza – spesso è l’unica sicurezza, almeno ai miei occhi ormai tarati.

Sto provando, almeno, a fare qualcosa di buono, a portare avanti qualche progetto, qualche sito, sperando che possa servire, che possa bastare come sostituto a tutto il resto, a tutti i rimpianti ed alle cose che mi sono negato, che ho rifiutate, che ho lasciato perdere.

In un libro de stregoneria
ho scrivuu tuta questa mia vita
ma ho capìi el sensu de tutt
quaand urmai ho finìi la matita.

E adess che giri la carta,
imbesuìi vardi nella mia sfèra,
la Magia ho capìi che ghe l’eri in sacòcia
quand sèri gnaa cussè l’era.