Archive for the 'Amici' Category

07
Giu
11

Save the night time for your weeping…

E tornare a casa, trovarsi soli sotto il cielo schiarito dalle luci.

E ripensare agli amici, a chi ti parla. E a chi hai perso, a chi perdi, a chi perderai. Ma anche a chi hai incontrato. Per poi allontanare.

E pensare alla tua vita, a cosa ci stai facendo. E a quanti la pagherebbero oro, se solo potessero averla.

E sapere che potresti dare retta alle peggiori fantasie che hai, e perdere tutto. E pensare a cosa lasci. Ma un miagolio ti riporta in lacrime a guardarti attorno. Per pensare a quella bestia che è tanto fiera del suo miagolio che somiglia tanto a quello di un gatto.

E piangere a larghe gocce, senza remora, ché in fondo fa pure bene. E confondere le lacrime nella pioggia estiva, che senti avvicinarsi da dietro, che arriva, a larghi passi, che ti copre, e poi ti supera.

E vedere come siano passati tanti anni senza che nulla sia cambiato. E pensare alle stesse frasi che ritrovi scritte dallo stesso te, ma qualche anno fa. Ma in fondo anche questo è andare avanti, anche scoprire che sei fermo. Per pensare a cosa ti potrebbe aspettare.

E immaginare una vita diversa, senza più accontentarsi, prendendo quello che desidero. E desiderare quello che sono nato per desiderare, e abbandonare cosa penso gli altri pensano di me, nel mondo della mia immaginazione.

E ascoltare una canzone senza capire cosa ti trasmetta, ma senza potertene staccare. E scrivere, dopo mesi, qualcosa su di una pagina, pensando che la prossima volta vorrei mettere qualcosa di scritto davvero. Ma non so se e quando scriverò ancora, non ne ho la costanza, anche se vorrei. Per non dimenticarmi.

…singing lalalalalalalalaiy!

 

 

16
Giu
09

Vita da Scrubs

Ci sono dei giorni in cui ti senti il personaggio di una sit-com americana. Scrubs calza a pennello.

Il narratore sei te stesso, e commenti la tua vita con battute argute e pungenti, ma in fin dei conti nella puntata è come se ignorassi completamente quello che dici. Più o meno… ok, ok, non ho battute argute e pungenti – come sceneggiatore non sarei il massimo, e magari scriverei sketch più divertenti di quel che faccio… Però ignoro quel che dico: è già un passo avanti, no?

Alla fin fine, cosa ci vuole per una sit-com decente? Situazioni paradossali: yeah, mi sa che ce le ho. Un qualcuno tormentato da pare mentali: here I am! Qualche amico: sì, quelli non mancano (strano, no?). Pene d’amor perduto: ok, fatto. Situazioni lavorative assurde: oh beh, tra clienti non paganti e LEN (che rientra nella prima categoria) ne ho a iosa.

Altro? Beh, qualche risata fuori posto la posso tirare fuori io, la musica di sottofondo… ecco, cavoli! La musica di sottofondo! «A quale gamba mi devo attaccare per avere una cavolo di colonna sonora?» (cfr. I Griffin, Brian)

Una bella colonna sonora, di quelle con canzoni tristemente romantiche mentre guardo cinematograficamente l’orizzonte ed il sole che tramonta, e romanticamente tristi mentre penso ai bei tempi andati… E magari pure fique e ritmate quando (per caso) sono fuori a divertirmi… Insomma, conviene pure, eh! Concerti continui, la musica si sente sempre come in prima fila, e nessun rischio di beccare la canzone sbagliata nel momento sbagliato! E poi, vuoi mettere l’effetto film?

promemoria: cercare i megastereo multidirezionali che usano a manetta nelle serie tv americane


p.s.: mi dispiace, ma nel tuo ragionamento c’è un solo errore. Mai è successo che

fulsere quondam candidi tibi soles,
cum ventitabas quo puella ducebat

07
Nov
08

E ci siamo arrivati!

Mesi fa io e il buon There (Simone) ci siamo imbarcati nell’avventura fumettistica. Lui s’è addentrato nello stress del “creativo a tempo”, io nell’assurdo del “colorare un disegno”.

Non pensavamo proprio di farcela… O meglio. Io non pensavo di farcela… finché non ho visto le prime strisce disegnate!! Ora, come direbbe Obama, “putting lipstick on a pig” non lo trasformerà in qualcosa di diverso da un maiale. Non è che due o tre campiture uniformi di colore (estremamente monotone e semplici, chiaramente) cambiano molto la sostanza. Se il risultato è bellobello e fiquo, è quindi merito dell’animaletto che ci sta sotto… non so, che ci mettiamo? Un Heron? Un Fawn? O un Ibex?

Tutto questo per dirvi che…

Apogeo ABC ha pubblicato la prima delle 4 vignette realizzate appositamente da Terenziani Simone, giovane promessa del panorama fumettistico italiano…

… ed io c’ero! Figa, che orgoglio!

Ora, andate TUTTI a vederle! Una a settimana per 4 settimane, su che sono belle!

06
Ott
08

Disciplina sola retinere nos potuit!

Che dite, si vede che abbiamo vinto?

Che dite, si vede che abbiamo vinto?

Oggi è il giorno della festa, punto.
Medievale o meno, sappiano i posteri e si rallegrino perché oggi Porta Santa Croce ha vinto!

E pure il bicchiere di vino ci sta!

E pure il bicchiere di vino ci sta!

Lo so, lo so, questa volta ci sono molte foto… Ma molte foto ci devono essere! Un’altra ancora, vi va? Continua a leggere ‘Disciplina sola retinere nos potuit!’

29
Ago
08

Thinking – 2 –

Ieri mi è venuta l’improvvisa voglia – o esigenza – di scrivere un post come questo, per “spiegare” – e credo, soprattutto, “spiegarmi” – un qualcosa sulla vita, l’universo e tutto quanto. No, non proprio spiegarmi – significherebbe che io posseggo pure le risposte… più che altro, si tratta di rimettere insieme alcuni pezzi di puzzle, e cercare di capirci qualcosa.

Intanto, come sono arrivato a questa “condizione umana” di sfigato-depresso-pessimista? Semplice, cercando di inserirmi. Sì, può sembrare un controsenso, ma non lo è. Non sono uno psicologo, non ho quindi nessuna motivazione per sostenere quel che dico, ma mi sembra una cosa quasi naturale il rendersi nulla, il mascherarsi da incapaci, per essere “accettati” dagli altri. Diventa spesso semplice accettare un altro se riusciamo a guardarlo un poco dall’alto al basso, se possiamo concedergli una parola buona, e pure apparire come compassionevoli mentre cerchiamo di tirarlo su di morale.

Lo so, mi sto addentrando in una zona pericolosa – rischio di offese personali, soprattutto verso chi mi sto accanto. Aspettate a trarre conclusioni. Continua a leggere ‘Thinking – 2 –’

25
Ago
08

Avrei dovuto berlo

Bicchiere mezzo vuoto,
o forse mezzo pieno…
Avrei dovuto berlo,
guardarlo un po’ di meno.
Ma ce l’ho ancora in mano.

Agosto, sta finendo anche lui. Un po’ era ora, questo mese tanto lungo e tanto insopportabile, pieno di sole e di sofferenza, e rimpianti “a mille a mille”. Lungo, lunghissimo, 21 anni in un giorno solo, e come se non bastasse pure con due settimane di vacanze – libere e piene di sole, giusto per evidenziare quando grigia sia la mia vita.

Agosto finisce, e arriva il nulla… non so proprio che farò, adesso. E l’università è sempre più lontana, e non vedo nessuna via, strada o sentiero che mi riportino al campus. Improvvisamente, è lontano anni luce, con tutti i rimpianti del caso.

L’altro giorno stavo riguardando le foto di Ginevra, nel 2004 – avevo 16 anni, ero già triste e senza molta autostima, ma stavo ancora convincendomi di tutto questo – lo so ora – ed avevo molti sogni per il futuro. Come se improvvisamente qualcosa in me cambiasse e, pum!, di colpo io diventassi bello, sicuro, simpatico.

Ero ben diverso da oggi, e me ne accorgo solo ora; potevo diventare chiunque, e sono diventato quel che sono adesso, nulla di buono o di migliore rispetto a 4 anni fa. Nulla di positivo, anzi.

Ho 21 anni, e non so cosa sono. Nè men che meno dove voglio andare.

Ho paura, tutto qui… Molte cose sarebbero belle, eh!, ma c’è sempre da rischiare, da mettersi in gioco… Non ho il coraggio di parlare con una ragazza, di fare una corsa, di fare una telefonata, di uscire da solo di casa, di guidare ed andare da un amico. Una vita grigia e triste fa male, ma è una sicurezza – spesso è l’unica sicurezza, almeno ai miei occhi ormai tarati.

Sto provando, almeno, a fare qualcosa di buono, a portare avanti qualche progetto, qualche sito, sperando che possa servire, che possa bastare come sostituto a tutto il resto, a tutti i rimpianti ed alle cose che mi sono negato, che ho rifiutate, che ho lasciato perdere.

In un libro de stregoneria
ho scrivuu tuta questa mia vita
ma ho capìi el sensu de tutt
quaand urmai ho finìi la matita.

E adess che giri la carta,
imbesuìi vardi nella mia sfèra,
la Magia ho capìi che ghe l’eri in sacòcia
quand sèri gnaa cussè l’era.

20
Giu
08

Sergentmagiù, ben arivà a baita

Mario Rigoni Stern

Mi ha aspettato; solo due o tre giorni prima avevo finito di leggere Il sergente nella neve.
Giusto il tempo di godermi un libro non obbligato, su cui non ho dovuto fare nessuna relazione, e che ha avuto a sua volta il tempo di entrare dentro. Giusto il tempo di versare qualche lacrima nel leggere di chi quel giorno non ce l’ha fatta; di Giuanìn, che “a baita” c’è arrivato troppo presto.

Sergentmagiù, ben arivà a baita…

Non so proprio cosa dire su Mario Rigoni Stern. Non lo conoscevo, no; ho solo letto un suo libro, è poco per conoscere qualcuno. Però mi ha colpito molto la sua partenza. Non perché sia stato un eroe, un uomo enorme, un essere che lascia il suo importante marchio sulla terra che ha calpestato.

Quello che c’è ne Il sergente nella neve che tanto colpisce, è l’uomo. L’uomo che è sempre uguale, la guerra che è fatta di uomini, che sono uguali di qua e di la; che non sono nemici, come diceva. Nemico è chi li ha mandati in guerra, non chi è lì a patire il freddo e a sparare come loro. La Russia tanto lontana e tanto straniera è poi la stessa terra su cui camminiamo noi, solo più grande.

Lasciate che non dica niente del Sergente, della neve, della guerra in Russia.
Lasciate che io non parli, non scriva della sua morte, perché non avete bisogno di parole aggiunte, di note, di immagini.
Lasciate in pace la sua tomba senza portare fiori.
Lasciate i quotidiani fare il loro giusto e non facile mestiere di testimoniare la perdita.
Leggete non oggi ma tra un mese, tra un anno e ogni tanto ancora quello che magari avete già letto dei suoi libri preziosi.
Leggete ad alta voce “Arboreto salvatico” a dei bambini, poche righe alla volta.
Viaggiate una volta nella vita attraverso la Russia contadina e slava che tanto assomiglia a come eravamo prima.
Camminate in silenzio nei cimiteri di guerra tra le montagne dal Carso al Pasubio all’Adamello.
Ricordate che dietro ad ogni grande scrittore non sempre c’è un uomo all’altezza. Rigoni è un’eccezione e questo ci rincuora, in lui era impossibile separare uno dall’altro.
Se possiamo imparare qualcosa da tutto questo, facciamolo durare.

Marco Paolini
(http://www.marcopaolini.it/files/index.cfm?id_rst=7&id_elm=387)