Archive for the 'Senza categoria' Category

09
Lug
09

foto [2-bis] – Non c’è rosa senza spine


Non c’è rosa senza spine – bis, inserito originariamente da damidalla.

Questa però non conta come terza, eh! È solo risultato di qualche piccolo esperimento con saturazione e contrasto…

Ovviamente si può fare di nettamente meglio, ma tant’è, mi piace 😀

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27
Gen
09

Arvedros

Quando ero piccolo, vivevo le ore di lavoro dei miei genitori con due persone, mia nonna e il mio prozio. Mia nonna era la figura materna, che però ho sempre conosciuto malata, spesso ricoverata, fino alla sua partenza nel 1998.

Il mio prozio si comportava invece come un “fratello maggiore”; mi faceva vedere l’orto, le dorifore sulle patate, i germogli della vite, il succo dell’uva che usciva dalla macchina, i graspi, il mosto che fermenta – di nascosto, mi faceva pure assaggiare il vino. Ah, sì, mi insegnava anche alcune canzoni, spaziando democraticamente da Faccetta nera a Bandiera rossa, passando per una riproduzione tonalmente fedele dei camerateschi richiami dello squillo di tromba – potete quindi capire l’indignazione del mio parroco quando esibivo le mie nuove conoscenze, novello chierichetto in sagrestia.

Per lui, scapolo eterno, era più semplice essere qualcosa di diverso da un nonno, che non ho mai propriamente avuto. Reduce della battaglia di El-Alamein, la vita oltre il fronte è stata per lui, forse anche volontariamente, monotona – ma sempre, grazie a Dio, con la terra sotto le scarpe costantemente infangate.

Non è mai stato una persona facile, crescendo me ne sono accorto. La doccia ogni 15 giorni faceva fatica a intaccare il tipico afrore, e la sua cocciutaggine completa lo faceva essere certe volte intrattabile.

Se vi scrivo queste cose è forse principalmente per rimorso, di quelli pesanti come macigni, ora che lui non c’è più. Mi sembra quasi impossibile, lui che sempre “teneva botta”, che a 87 anni sapeva giorno, mese e anno di nascita di chiunque conoscesse – e giorno, mese, anno, ora e spesso minuto dei vari avvenimenti della seconda guerra mondiale. Mi sembra impossibile che abbia trascorso gli ultimi mesi in casa di riposo, dopo aver smesso di andare testardamente avanti, e non zappando il suo orto, cavando le asprelle e altra erba di vario tipo – zolle comprese. Mi sento profondamente colpevole per non aver saputo stargli vicino anche la’, per esserci andato così poche volte.

Avrebbe compito 88 anni il 30 gennaio, ed invece è partito oggi (ieri, ormai), se ne è andato senza che lo salutassi.

Arvedros, Gino, at me mancaré.

27
Gen
08

L’uomo è libero anche senza “arbeit”


Auschwitz concentration camp, inserito originariamente da Kaj Bjurman.

L’uomo è stato creato libero, e libero rimane. Nessuna differenza potrà mai motivare la sua uccisione o l’eliminazione della sua Dignità.
Nulla può dare all’uomo quello che ha già. Nessuno venderebbe mai dell’aria in bottiglia, come nessuno può vendere amore. Così nessuno può pretendere di dare libertà, né di toglierla.
“Arbeit macht frei” è una radicale assurdità, e dovremmo tutti ricordarcene.
Perché se la Shoah è finita, le persone continuano invece a morire per cercare di conquistare una cosa che è già loro di diritto. Si continua a privare persone della loro libertà, o della loro Dignità di essere umano.
Ricordare che queste cose sono successe in maniera così evidente deve farci ricordare che queste cose succedono anche oggi, e che possiamo, dobbiamo, dobbiamo voler fare qualcosa.

Se scrivo una frase del genere, non è per dirvi di prendere esempio da me. Anzi, è l’ultima cosa che vorrei. Un ipocrita, depresso inutilmente, che, come direbbe un mio amico, “è il primo a non credere in quel che scrive”, e che non sa sostenere le proprie idee, non dovrebbe essere preso come esempio da nessuno.

La mia speranza siete voi, sono “gli altri”, sono tutti quelli che, diversamente da me, giorno dopo giorno si meritano di vivere la loro vita. E solo grazie a loro queste cose non si ripeteranno.