Archive for the 'Storie quotidiane' Category

07
Giu
11

Save the night time for your weeping…

E tornare a casa, trovarsi soli sotto il cielo schiarito dalle luci.

E ripensare agli amici, a chi ti parla. E a chi hai perso, a chi perdi, a chi perderai. Ma anche a chi hai incontrato. Per poi allontanare.

E pensare alla tua vita, a cosa ci stai facendo. E a quanti la pagherebbero oro, se solo potessero averla.

E sapere che potresti dare retta alle peggiori fantasie che hai, e perdere tutto. E pensare a cosa lasci. Ma un miagolio ti riporta in lacrime a guardarti attorno. Per pensare a quella bestia che è tanto fiera del suo miagolio che somiglia tanto a quello di un gatto.

E piangere a larghe gocce, senza remora, ché in fondo fa pure bene. E confondere le lacrime nella pioggia estiva, che senti avvicinarsi da dietro, che arriva, a larghi passi, che ti copre, e poi ti supera.

E vedere come siano passati tanti anni senza che nulla sia cambiato. E pensare alle stesse frasi che ritrovi scritte dallo stesso te, ma qualche anno fa. Ma in fondo anche questo è andare avanti, anche scoprire che sei fermo. Per pensare a cosa ti potrebbe aspettare.

E immaginare una vita diversa, senza più accontentarsi, prendendo quello che desidero. E desiderare quello che sono nato per desiderare, e abbandonare cosa penso gli altri pensano di me, nel mondo della mia immaginazione.

E ascoltare una canzone senza capire cosa ti trasmetta, ma senza potertene staccare. E scrivere, dopo mesi, qualcosa su di una pagina, pensando che la prossima volta vorrei mettere qualcosa di scritto davvero. Ma non so se e quando scriverò ancora, non ne ho la costanza, anche se vorrei. Per non dimenticarmi.

…singing lalalalalalalalaiy!

 

 

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14
Dic
09

Micio mosso al tramonto


Micio mosso al tramonto, inserito originariamente da damidalla.

È una foto di gennaio, e magari non piace neppure. Però non avevo mai messo una foto di Tigro qui sul blog, e men che meno una foto di “Tigro-che-non-sta-fermo-mentre-uso-un-obiettivo-da-200mm”.

In teoria sarebbe una foto “venuta mossa”, in pratica mi piace proprio tanto 🙂

16
Giu
09

Vita da Scrubs

Ci sono dei giorni in cui ti senti il personaggio di una sit-com americana. Scrubs calza a pennello.

Il narratore sei te stesso, e commenti la tua vita con battute argute e pungenti, ma in fin dei conti nella puntata è come se ignorassi completamente quello che dici. Più o meno… ok, ok, non ho battute argute e pungenti – come sceneggiatore non sarei il massimo, e magari scriverei sketch più divertenti di quel che faccio… Però ignoro quel che dico: è già un passo avanti, no?

Alla fin fine, cosa ci vuole per una sit-com decente? Situazioni paradossali: yeah, mi sa che ce le ho. Un qualcuno tormentato da pare mentali: here I am! Qualche amico: sì, quelli non mancano (strano, no?). Pene d’amor perduto: ok, fatto. Situazioni lavorative assurde: oh beh, tra clienti non paganti e LEN (che rientra nella prima categoria) ne ho a iosa.

Altro? Beh, qualche risata fuori posto la posso tirare fuori io, la musica di sottofondo… ecco, cavoli! La musica di sottofondo! «A quale gamba mi devo attaccare per avere una cavolo di colonna sonora?» (cfr. I Griffin, Brian)

Una bella colonna sonora, di quelle con canzoni tristemente romantiche mentre guardo cinematograficamente l’orizzonte ed il sole che tramonta, e romanticamente tristi mentre penso ai bei tempi andati… E magari pure fique e ritmate quando (per caso) sono fuori a divertirmi… Insomma, conviene pure, eh! Concerti continui, la musica si sente sempre come in prima fila, e nessun rischio di beccare la canzone sbagliata nel momento sbagliato! E poi, vuoi mettere l’effetto film?

promemoria: cercare i megastereo multidirezionali che usano a manetta nelle serie tv americane


p.s.: mi dispiace, ma nel tuo ragionamento c’è un solo errore. Mai è successo che

fulsere quondam candidi tibi soles,
cum ventitabas quo puella ducebat

29
Ago
08

Thinking – 2 –

Ieri mi è venuta l’improvvisa voglia – o esigenza – di scrivere un post come questo, per “spiegare” – e credo, soprattutto, “spiegarmi” – un qualcosa sulla vita, l’universo e tutto quanto. No, non proprio spiegarmi – significherebbe che io posseggo pure le risposte… più che altro, si tratta di rimettere insieme alcuni pezzi di puzzle, e cercare di capirci qualcosa.

Intanto, come sono arrivato a questa “condizione umana” di sfigato-depresso-pessimista? Semplice, cercando di inserirmi. Sì, può sembrare un controsenso, ma non lo è. Non sono uno psicologo, non ho quindi nessuna motivazione per sostenere quel che dico, ma mi sembra una cosa quasi naturale il rendersi nulla, il mascherarsi da incapaci, per essere “accettati” dagli altri. Diventa spesso semplice accettare un altro se riusciamo a guardarlo un poco dall’alto al basso, se possiamo concedergli una parola buona, e pure apparire come compassionevoli mentre cerchiamo di tirarlo su di morale.

Lo so, mi sto addentrando in una zona pericolosa – rischio di offese personali, soprattutto verso chi mi sto accanto. Aspettate a trarre conclusioni. Continua a leggere ‘Thinking – 2 –’

25
Ago
08

Avrei dovuto berlo

Bicchiere mezzo vuoto,
o forse mezzo pieno…
Avrei dovuto berlo,
guardarlo un po’ di meno.
Ma ce l’ho ancora in mano.

Agosto, sta finendo anche lui. Un po’ era ora, questo mese tanto lungo e tanto insopportabile, pieno di sole e di sofferenza, e rimpianti “a mille a mille”. Lungo, lunghissimo, 21 anni in un giorno solo, e come se non bastasse pure con due settimane di vacanze – libere e piene di sole, giusto per evidenziare quando grigia sia la mia vita.

Agosto finisce, e arriva il nulla… non so proprio che farò, adesso. E l’università è sempre più lontana, e non vedo nessuna via, strada o sentiero che mi riportino al campus. Improvvisamente, è lontano anni luce, con tutti i rimpianti del caso.

L’altro giorno stavo riguardando le foto di Ginevra, nel 2004 – avevo 16 anni, ero già triste e senza molta autostima, ma stavo ancora convincendomi di tutto questo – lo so ora – ed avevo molti sogni per il futuro. Come se improvvisamente qualcosa in me cambiasse e, pum!, di colpo io diventassi bello, sicuro, simpatico.

Ero ben diverso da oggi, e me ne accorgo solo ora; potevo diventare chiunque, e sono diventato quel che sono adesso, nulla di buono o di migliore rispetto a 4 anni fa. Nulla di positivo, anzi.

Ho 21 anni, e non so cosa sono. Nè men che meno dove voglio andare.

Ho paura, tutto qui… Molte cose sarebbero belle, eh!, ma c’è sempre da rischiare, da mettersi in gioco… Non ho il coraggio di parlare con una ragazza, di fare una corsa, di fare una telefonata, di uscire da solo di casa, di guidare ed andare da un amico. Una vita grigia e triste fa male, ma è una sicurezza – spesso è l’unica sicurezza, almeno ai miei occhi ormai tarati.

Sto provando, almeno, a fare qualcosa di buono, a portare avanti qualche progetto, qualche sito, sperando che possa servire, che possa bastare come sostituto a tutto il resto, a tutti i rimpianti ed alle cose che mi sono negato, che ho rifiutate, che ho lasciato perdere.

In un libro de stregoneria
ho scrivuu tuta questa mia vita
ma ho capìi el sensu de tutt
quaand urmai ho finìi la matita.

E adess che giri la carta,
imbesuìi vardi nella mia sfèra,
la Magia ho capìi che ghe l’eri in sacòcia
quand sèri gnaa cussè l’era.

17
Mag
08

Ritornare

È molto tempo che non scrivo qui, ho forse più letto che scritto.

Forse mi pentirò di non avere scritto in questo periodo… me lo sento, un po’. Ogni tanto mi capita di rileggermi, di leggere quello che avevo scritto. Quasi sempre mi stupisco delle parole, del come le ho scelte, di pensare che poi, sì, sono io lì dentro, non altri! E mi sembra sempre strano.

Mi piace rileggermi, soprattutto dopo un po’ di tempo, anche se non su carta. Mi piace meno rileggere le pagine scritte nei momenti bui; mi fanno pensare, e siccome le ho scritte io rischio spesso di rifare gli stessi pensieri, o peggio ancora. In fondo, non mi piace sentirmi male, sentirmi trattar male da me stesso.

Mi ci vorrebbe una bella chiacchierata con Mauro, dovrei proprio chiamarlo… La mia macchina ed io abbiamo bisogno di una revisione. Lei deve segnarla sul libretto, io non ho libretti; lei dopo la revisione va bene senza grandi dubbi, io dopo una revisione a base di tante parole non si sa quanto vada bene.

Cosa potrei scrivere che mi potrebbe piacere rileggere in futuro? No, non sto scrivendo esclusivamente per me, non proprio; però, se lo faccio, mi piacerebbe fosse anche a me gradito.

Però. Però è un periodo buio, o almeno oggi è molto buio, vedo poca luce, molta poca. Stamattina non era semplicemente un buio fisico, in camera mia, mi viene da pensare. Non mi capita mai di chiudere le persiane della mia finestra, ed anzi non mi piace la sensazione di chiuso, di sbarrato, di “stanza abbandonata” che mi trasmettono quelle persiane chiuse. E stanotte sono rimaste chiuse, per un timore di mio padre, poteva piovere… E stamattina non mi sono svegliato… Il sole lo vedi solo quando non lo ritrovi, quando il buio ti tace attorno.

Non voglio parlare né dell’università né di cose pratiche. Mi piacerebbe parlare di quello che cerco, che voglio sempre più ossessivamente, nonostante gli sforzi per dirsi «no, non cercare, non chiedere, non volere. Chi non cerca, trova. Vivi!». Eppure sono testardo nei miei errori, non vivo, penso e perdo tempo.

Barbara! Non credo in me stesso, non credo in me perché so quante menzogne, piccole o grandi, utili o, più spesso, dannose, quante maschere mi coprono. Una parte di me vorrebbe correre, immediatamente, lì. Fare, disfare, lavorare, ignorare me, il passato ed il futuro.

Quando mi chiese «conosci l’estate?»
io per un giorno, per un momento
corsi a vedere il colore del vento.

Vorrei tanto, e cerco poco, e cerco solo quello che non mi serve. Non mi serve la pietà e la compassione, non mi serve nulla di quel che mi impongo di volere.

Poi vidi l’angelo mutarsi in cometa
e i volti severi divennero pietra,
le loro braccia profili di rami,
nei gesti immobili di un’altra vita:
foglie le mani, spine le dita.

Quando poi mi rendo conto che no, non si risolverà tutto così, non sarà tutto semplice, non basta aspettare, allora sì, piango e non faccio nulla per cambiare, quando dovrei.

Cosa potrei fare? No, non voglio lo diciate, penso purtroppo di saperlo e lo evito. Ecco, questo vorrei capire, perché. Ma non con parole. In altro modo, con altre parole, «più lievi, gocciole e foglie lontane».

Forse è quello, ciò che cerco, un Qualcosa che passi come fuoco, bruci tutto quello che mi tiene a terra, legato, sorpreso dai lampi, e mi lanci a fare qualsiasi altra cosa.

Dove?

Passerà anche questa stazione
senza far male,
passerà questa pioggia sottile
come passa il dolore.
Ma dove, dov’è il tuo cuore?
Ma dove è finito il tuo cuore?

(lacrima)

30
Set
07

Domande? Risposte? Verità rivelate?

Attualmente, no, non ho domande da farvi, e neppure verità rivelate da svelarvi. In realtà, non avrei neppure risposte, visto che non mi avete fatto domande… Ma io farò finta di niente, soprattutto perché mi va di scrivere qualcosa, e provo a scrivere qualcosa di quest’ultimo periodo. Che è un po’ strano.

È strano sia per me che per alcuni che mi conoscono: io non mi riconosco, in molte cose, mentre gli altri si stupiscono (positivamente? spero!).

In sintesi, per chi va di fretta: va meglio. E lo dico con tutte le precauzioni del caso, sia chiaro, e soprattutto senza sapere se è proprio proprio vero… Ma insomma, sono più sereno, quello forse è appurato, soprattutto quando sono fuori di qui, e comincio, dopo mesi (o forse anni) a fare progetti veri, a fare viaggi mentali nel futuro, a sperare qualcosina. Sporadicamente, ma lo faccio. Continua a leggere ‘Domande? Risposte? Verità rivelate?’